Allevamento lepri di qualità

Il nostro allevamento di lepri è sito in un’area tranquilla di San Giovanni Rotondo, lontana dal centro cittadino, perchè questa è una condizione necessaria per garantire il benessere di questi animali.
La zona è completamente recintata per evitare qualsiasi disturbo da parte di persone e predatori e per impedire, ovviamente, che qualche lepre fugga durante le varie operazioni in allevamento. È al riparo dai venti per evitare correnti d’aria, che causano spesso patologie a livello respiratorio, è completamente irraggiata dal sole che ha un’azione salutare sugli animali.
Il nostro allevamento di lepri è costituito da:
- una zona di riproduzione;
- una riservata alla crescita dei piccoli svezzati;
- una dedicata al preambientamento.
Gabbie di riproduzione.
I riproduttori sono stabulati per coppie in gabbie specifiche, che devono
- Garantire alla singola coppia almeno 2 metri quadri di spazio di movimento;
- Essere provviste di 2 nidi, uno per i genitori e uno per i piccoli, per evitare problemi di convivenza;
- Avere un pavimento in rete con un certa maglia e spessore per evitare lesioni alle zampe che portano, se non curate, a infezioni batteriche che possono essere anche gravi;
- Essere pulite regolarmente;
- Essere composte da materiali coibendanti per evitare pericolosi sbalzi di temperatura ed eccessivo riscaldamento d’estate e raffredamento d’inverno,
- Ricevere la luce del sole al mattino, che ha un’azione battericida ed è fondamentale per una buona calcificazione delle ossa. Perciò bisogna disporle con la parte anteriore che è provvista solo di rete verso sud, sud-est;
- Essere provviste di abbeveratoio, mangiatoia, rastrelliera per il fieno (soprattutto di erba medica), porta bottiglia per i trattamenti farmacologici. Proprio per quest’ultimo scopo è utile apporre una scheda dove annotare le informazioni che riguardano la vita della coppia con relativa prole, il numero della gabbia, ecc.
- Le coppie si formano in autunno, si lasciano per un periodo insieme e si valuta se c’è affiatamento tra i due, altrimenti si dividono immediatamente.
Le fasi riproduttive nelle lepri
A dicembre iniziano i primi accoppiamenti che si protrarrano fino all’autunno prossimo.
Nel periodo della riproduzione bisogna evitare qualsiasi stress agli animali, non solo per la propria salute ma anche per evitare che calpestino i propri piccoli quando sono spaventati.
Un passo importante dell’allevamento è la selezione dei riproduttori che dovrebbero essere quanto più vicini ad animali autoctoni, cioè di ceppo italico, anche se è diventato sempre più difficile trovare esemplari del genere. Vanno poi scelti, quando si deve scegliere tra i propri animali, i soggetti più vitali provenienti da coppie che non producono molti piccoli perchè questo “addomesticamento” (anche se di vero e proprio addomesticamento non si può parlare) può causare nei soggetti rilasciati in natura una minore resistenza.
I riproduttori vanno scelti preferibilmente nel mese di maggio/giugno, così i primi parti si avranno nella stagione successiva quando gli animali avranno sviluppato una buona formazione scheletrica e una maggiore robustezza.
Al termine della stagione di riproduzione bisogna considerare quali coppie vecchie rimangono nel parco riproduttori e quali devono essere sostituite con le nuove: di solito il ricambio può toccare il 50%.
Un problema molto frequente è la sterilità delle coppie che si presenta con una certa frequenza (20-40% circa) che può essere causata, probabilmente, dallo stress della vita d’allevamento o anche da infezioni dell’apparato genitale delle femmine. Questa infertilità certe volte può essere contenuta facendo uso di integrazioni nei mangimi.
Il parto avviene quasi sempre di notte o al mattino e il numero di piccoli è tra 1 e 6, di solito uno nelle femmine al primo anno e al primo parto. Il numero di parti annui sono circa quattro, ma questo dipende anche dalle latitudini: infatti, laddove il clima è più favorevole le lepri partoriscono con più frequenza.
L’allevamento e svezzamento dei leprotti.
I piccoli nati sono allattati dalla madre soprattutto di sera per circa 3-5 minuti,altre volte può succedere che la madre si disinteressa dei piccoli e se non si interviene con l’allattamento artificiale per i giovani leprotti il destino è segnato, però bisogna considerare che una lepre che è stata allattata dall’uomo non può essere più utilizzata per il ripopolamento perchè perde il timore nei confronti dell’uomo stesso.
I giovani leprotti nascono con gli occhi aperti, provvisti di pelo, denti e si muovono da soli. Il loro peso si aggira intorno ai 100 grammi e, appena nati, i leprotti possono rischiare di essere calpestati dai genitori e proprio a questo proposito è bene provvedere a creare una sponda alta 8 cm nel nido se nella gabbia c’è solo un nido.
Se ce ne sono due, la soluzione migliore è creare un passaggio per i piccoli per dargli il modo di ripararsi nel nido adiacente.
Una volta svezzati devono essere immessi in gabbie di svezzamento, che si differenziano da quelle di riproduzione sono per qualche particolare.
Poi a 2-3 mesi vengono venduti dopo averli fatti preambientare a terra, in parchetti recintati, garantendogli uno spazio adeguato. Anzi, più grande è il recinto, migliori saranno i risultati in termini di salute e in “qualità” degli animali.
Dopo questa fase, si procede alla cattura delle lepri con reti specifiche a tramaglio e cassette di cattura.
