Obiettivo allevamento lepri

L’obiettivo ultimo dell’allevamento delle lepri è quello di produrre animali che conservino la loro selvaticità per poi adattarsi facilmente alla vita in natura.

È necessario, quindi, fare delle scelte, dettate soprattutto dall’esperienza, per una buona gestione e selezione degli animali, e per evitare di fare operazioni di ripopolamento che si volgono al fallimento come successo in passato quando si faceva uso di animali non idonei perchè troppo docili o alimentati solo con mangimi secchi.

Per questo stesso motivo è sempre meglio evitare l’uso di animali d’importazione, che molto spesso hanno provocato inquinamento genetico e l’introduzione di nuove patologie, come la malattia emorragica virale che ha distrutto interi allevamenti di conigli, anche se fortunatamente è stata messa sotto controllo con un apposito vaccino.

D’altra parte le operazioni di ripopolamento sono necessarie, tenendo conto che la risorsa lepre nel nostro Paese, soprattutto la lepre italica, è quanto mai esigua per vari fattori come:

  • l’eccessiva industrializzazione dell’agricoltura,
  • la mancanza di diversificazione delle colture e quindi dell’ambiente,
  • l’aumento dell’uso dei fitofarmaci,
  • il traffico stradale,
  • soprattutto l’uomo stesso, con la caccia e, purtroppo, il bracconaggio.

Alla luce di tutto questo, il ripopolamento attuato con animali d’allevamento è una delle forme migliori e deve essere l’allevatore a fornire tutte le informazioni necessarie ai propri clienti, che sono essenzialmente enti pubblici, per raggiungere un buon risultato. Perciò perché il ripopolamento abbia successo:

  1. gli animali devono essere sani;
  2. il territorio deve essere idoneo per accoglierli e, se non lo è, bisogna cercare di fare dei miglioramenti ambientali come la diversificazione delle colture, rimboschimenti, creazioni di siepi, cespugli, pascoli, messa a riposo di terreni, rotazione, messa a coltura di leguminose, graminacee, soprattutto erba medica;
  3. la zona del rilascio dovrebbe avere pochi predatori, presenza di cibo e protetta per un certo periodo dall’azione venatoria.

Grande importanza riveste il grado di umidità della zona, che è causa predisponente per molte malattie della lepre, e che causa anche una certa acidità del terreno, per cui non crescono le piante appetite dalle nostre nostre lepri.

Gli animali devono essere quanto più vicini alla specie della zona d’interesse, in quanto più ‘adatte’ ad integrarsi in quella zona.Dal punto di vista dell’adattamento in natura, si è scoperto che gli animali giovani di 2-3 mesi, denominati leprottoni, sono quelli più idonei per il rilascio che deve essere eseguito di giorno, senza incitare gli animali, magari il giorno dopo la cattura.